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La protezione contro le piene scongiura danni alle cose, protegge lo spazio vitale e salvaguarda posti di lavoro. Il pericolo di piena nella Valle del Reno è onnipresente. Con «Rhesi», un progetto svizzero-austriaco sul Reno, è stato messo a punto un moderno sistema di protezione contro le piene.

A partire dalla foce Ill (situata a nord di Buchs) il Reno scorre per 26 chilometri fino al Lago di Costanza, prevalentemente lungo la linea di confine tra la Svizzera e l’Austria segnata dal Vecchio Reno. I due Paesi collaborano strettamente alla protezione contro le piene già dal 1982. Prima di allora ciascuno di essi aveva provato a spingere il Reno al di là del confine di Stato e ciò si era sostanzialmente tradotto in una riduzione costante dello spazio per il fiume e in piene devastanti.

Ora con il progetto Rhesi «Rhein – Erholung und Sicherheit» s’intende migliorare ulteriormente la protezione contro le piene e dare più spazio al Reno. Secondo le informazioni fornite dal suo promotore, il progetto protegge lo spazio vitale e salvaguarda i posti di lavoro di circa 300 000 persone. Inoltre scongiura danni alle cose per circa 10 miliardi di franchi nell’eventualità di una grande piena.

Attualmente su questa tratta di 26 chilometri il Reno scorre tra due dighe, per poi confluire in una zona sfruttata a scopo agricolo, inondabile in caso di piena e protetta da argini su entrambi i lati.
 

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Sezione del Reno presso Kriessern (CH) / Mäder (A) attualmente e meandri previsti dal progetto «Rhesi»


In futuro il Reno potrà formare dei meandri tra gli argini estremi su una larghezza di 120-400 metri. Laddove necessario, da questa zona verrà rimosso del materiale con l’ausilio di escavatori. L’agricoltura perderà quindi circa 280 ettari di prati, di cui quasi la metà sul versante svizzero. Siccome questi interventi possono minare la base esistenziale di talune aziende agricole, quelle direttamente interessate sono seguite da vicino in vista di trovare una soluzione. In quest’ottica verranno ad esempio valorizzati i suoli sfruttati a scopo agricolo oltre gli argini del Reno

Una parte dei suoli nella Valle del Reno sangallese è interamente o parzialmente costituita da torba. In passato la pianura veniva regolarmente inondata e i terreni erano sempre umidi. Con la bonifica della pianura, l’utilizzazione agricola è diventata più intensiva e a contatto con l’ossigeno la torba si degrada. Di conseguenza il suolo perde ogni anno circa 1 centimetro di spessore. A medio termine, pertanto, la produttività di questi suoli è minacciata.

Per proteggere i terreni torbosi dall’ossigeno, i suoli devono essere riumidificati o valorizzati. Nel quadro di una valorizzazione, nel suolo torboso viene distribuito e incorporato materiale adeguato. Se il suolo e il materiale sono idonei è possibile rallentare sensibilmente il processo di degradazione della torba.

Nel quadro del progetto di protezione contro le piene «Rhesi», che durerà una ventina d’anni, dalla zona utilizzata a scopo agricolo inondabile verrà rimosso del materiale accumulatosi principalmente mediante sedimenti, che si presta in modo ottimale per valorizzare un migliaio di ettari di terreni agricoli nella Valle del Reno sangallese.

Quindi con il progetto sulla protezione contro le piene «Rhesi» non verranno soltanto protetti insediamenti e scongiurati danni per miliardi di franchi, ma si preserverà o addirittura si migliorerà anche la produttività dei terreni agricoli. Per gli agricoltori interessati queste valorizzazioni del suolo dal profilo qualitativo compensano parzialmente gli ettari di prati persi.
 

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Zone inondate tra St. Margrethen (CH) e Lustenau (A)

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